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Bivaccano e spaventano con 7 cani i clienti dell'ufficio postale, arrestati

I due trentacinquenni non soltanto si sono rifiutati di fornire i documenti ai carabinieri, ma avrebbero anche cercato di aizzare gli animali proprio contro i due militari

Bivaccavano nell’androne dell’ufficio postale di piazza Linares. Assieme ai due polacchi trentacinquenni anche sette cani di grosse dimensioni. E ad inquietare gli utenti dell’ufficio postale erano proprio quelle bestie sistemate a pochissimi passi dal postamat. Qualcuno, al solo vedere quegli animali e i loro padroni, temendo anche forse qualche furto, ha cambiato direzione per fare il prelievo di contanti. Altri, preoccupandosi del fatto che la situazione potesse degenerare da un momento all’altro – anche perché i cani erano senza museruola - hanno deciso di chiamare il 112.

In piazza Linares si è precipitata una pattuglia del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Licata. I militari dell’Arma, naturalmente, hanno provato ad identificare i polacchi. Ma i due trentacinquenni non soltanto si sono rifiutati di fornire i documenti ai carabinieri, ma avrebbero anche cercato di aizzare proprio i cani contro i due militari. Uno dei quali, ad un certo punto, sarebbe stato anche strattonato. I carabinieri, a questo punto, non hanno avuto altra alternativa che procedere al doppio arresto. I due polacchi – risultati essere senza fissa dimora - sono stati indagati per resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità. I sette cani, di grosse dimensioni, sono stati affidati al Comune che, a sua volta, li ha fatti prelevare dalla cooperativa che si occupa dei randagi.

In piazza Linares, prima dell’arrivo dei carabinieri ma anche durante, s’è creato un grande scompiglio. Prima, perché l’androne dell’ufficio postale veniva ritenuto inutilizzabile e, naturalmente, tanti cittadini borbottavano e protestavano. Poi, nel momento dell’arrivo della pattuglia del Norm, c’è stata della tensione visto che i due polacchi hanno provato a non farsi identificare. I due carabinieri intervenuti hanno anche, di fatto, rischiato grosso.

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