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Mafia e massoneria deviata, spunta nuovo filone d'inchiesta

Per gli investigatori, dunque, l’associazione a delinquere sarebbe molto più estesa e coinvolgerebbe molte più persone

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Mafia e massoneria deviata a Licata, spunta un novo filone d’inchiesta. Sembrava essere finita, invece così non è. Secondo quanto fatto sapere da La Sicilia i Pm della Dda hanno depositato tutti gli atti, ed il quadro che viene fuori è chiaro. Per gli investigatori, dunque, l’associazione a delinquere sarebbe molto più estesa e coinvolgerebbe molte più persone.

“E’ stato accertato e documentato che diversi soggetti quali Giuseppe Galanti ed i figli Gaetano ed Alessandro,  Vincenzo Generoso ed il figlio Camillo Generoso, Vincenzo Graci e Angelo Bellavia padre di Vincenzo Bellavia sono tra i più fidati collaboratori di Angelo Occhipinti fedelissimi affiliati alla consorteria mafiosa da lui retta”. Questo è quanto scritto dagli inquirenti.

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Secondo quanto riferito dall’imprenditore svizzero, Salvatore Aidala, ci sarebbe un progetto di realizzazione di un resort di lusso a Licata. La realizzazione del mega villaggio turistico di lusso doveva essere supportata dalla società “Dream Park”.  Lo scopo, secondo quanto fatto sapere da La Sicilia, era quello di recapitare finanziamenti svizzeri in Sicilia. L’obiettivo? Sviluppo di progetti immobiliari turistici, come ad esempio comprare e ristrutturare alberghi.  Nel giro imprenditoriale anche società americane, avvocati, faccendieri, politici e sindaci, ma anche il farmacista Angelo Lauria e Giovanni Mugnos, entrami arrestati l’estate scorsa. Proprio Mugnos gestiva dei terreni in contrada “Canticaglione”.

I carabinieri hanno anche sentito la testimonianza dell’imprenditore Pietro Franza di Messina, anche lui interessato al progetto di un resort a Licata. “Sono stato avvicinato dall’on. Pullara - avrebbe detto Franza -  che voleva promuovere verso di me la possibilità di dare l’appalto di costruzione o di comunque far lavorare tale Massimino che è l’attuale proprietario della squadra di calcio di Licata. Mi ha detto che siccome era il proprietario della squadra aveva piacere di farlo lavorare ed io ho risposto che quando avremmo cominciato i lavori ne avremmo riparlato ed è finita lì. Non è mia intenzione ricontattare Pullara e comunque non avevo alcuna intenzione di collaborare”. 

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Secondo quanto fatto sapere dall’edizione odierna de La Sicilia le intercettazioni rivelano dei retroscena. Giuseppe Galanti sarebbe il cassiere della cosca degli Occhipinti. A rivelare le nuove verità sarebbero state delle microspie che hanno intercettato diversi colloqui.

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