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"Truffe on line anche ai terremotati", falsa partenza del processo

Il nuovo presidente della prima sezione penale Alfonso Malato è incompatibile perchè ha già seguito il procedimento come gip

Il nuovo presidente della prima sezione penale Alfonso Malato ha già trattato il procedimento in qualità di gip e, quindi, è incompatibile per celebrare il dibattimento a carico dei sette imputati dell’inchiesta “Pacchi.it” che ipotizza una serie di truffe di ogni tipo attraverso la simulazione di acquisti on line.

Il processo, che questa mattina è stato chiamato per la prima udienza, dopo i rinvii a giudizio decisi dal gup Alessandra Vella, è stato rinviato al 10 dicembre per consentire all'ufficio di individuare un nuovo collegio che possa celebrarlo.

La presunta “banda”, i cui componenti sono finiti a processo, avrebbe agito senza alcuno scrupolo e, in una circostanza, avrebbe tentato di raggirare anche un terremotato, sopravvissuto al sisma di Amatrice, al quale avrebbero fatto credere che poteva acquistare una roulotte al prezzo stracciato di 1.500 euro. 

L'inchiesta "Pacchi.it", tutti a giudizio

Gli imputati, tutti licatesi, sono: Alessandro Bianchi, 26 anni; Samanta Cicatello, 29 anni; Cristoforo Famà, 34 anni; Daniela Giannone, 41 anni; Antonina Parroco, 41 anni; Giuseppe Romano, 24 anni e Angelo Trupia, 47 anni. Il sistema delle truffe sarebbe stato tanto semplice quanto, al tempo stesso, articolato.

Gli oggetti messi in vendita sul web a costi modici sarebbero stati tantissimi e di ogni tipo, per le trattative si usavano schede telefoniche temporanee e dopo il pagamento dell’acconto, sostiene l’accusa, il venditore spariva e il numero che era stato utilizzato per le trattative veniva cancellato. Trentatrè le presunte truffe riuscite. L’operazione, chiamata “Pacchi.it”, è stata messa a segno dai carabinieri l’8 giugno dell’anno scorso. Il personaggio chiave dell’inchiesta viene individuato in Famà: il trentaquattrenne, l’8 giugno dell'anno scorso, giorno in cui è scattata l’operazione dei carabinieri che hanno eseguito un’ordinanza firmata dal gip Alfonso Malato, è finito ai domiciliari.

Lunghissima la lista dei presunti truffati: alcuni di loro si sono costituiti parte civile con l’assistenza degli avvocati Davide Casà e Francesco Giambalvo. In caso di condanna degli imputati otterranno il risarcimento dei danni. 

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