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Tentano di salvare la villa donatagli dal padre, dopo 23 anni arriva l'ordinanza: va demolita

L'istanza di condono, che è stata rigettata, era stata formalizzata nel 1995. Se non raderanno al suolo l'immobile gli verrà elevata una sanzione da 20 mila euro

Ricevettero, nel 1986, in donazione un immobile, per uso residenziale, di 90 metri quadrati. Una villetta realizzata in un'area ad inedificabilità assoluta perchè rientra nella fascia di 150 metri di distanza dalla battigia. Nel 1995, cercando di salvare quella che era stata la donazione del genitore, hanno presentato istanza di condono edilizio.

Domanda che è stata rigettata e notificata nel giugno del 2017. E nei giorni scorsi agli eredi licatesi è arrivata l'ordinanza di demolizione. "In qualità di comproprietari dovranno demolire le opere abusivamente realizzate entro 90 giorni. In caso di inottemperanza - hanno scritto dal Municipio - il bene verrà acquisito gratuitamente al patrimonio indisponibile del Comune. E allorquando verrà constata l'inottemperanza - proseguono i dirigenti dell'ente - verrà irrogata la sanzione pecuniaria nella misura massima: 20 mila euro, in quanto le opere ricadono entro la fascia dei 150 metri dalla battigia del mare". 

Non si ferma l'abusivismo edile, firmate 6 ordinanze di demolizione in 13 giorni 

Ai destinatari dell'ordinanza, il Comune ha anche ricordato come vanno smaltiti - secondo le normative vigenti - i rifiuti che deriveranno dalla demolizione. A Licata, luogo simbolo dell'abusivismo edilizio e delle demolizioni, le ruspe hanno raso al suolo 71 edifici abusivi, tra villette, manufatti e palazzine. Edifici che sono stati abbattuti tra il 2016 e la prima metà del 2017 in Sicilia. Un record - quello di Licata - che è stato anche evidenziato da Legambiente.

Il record di demolizioni spetta a Licata 

A Licata, proprio a causa delle demolizioni, è stato pesantemente minacciato il sindaco Angelo Cambiano (che è stato sfiduciato la scorsa estate) prima e il commissario straordinario del Comune, Maria Grazia Brandara, dopo. L'ultima minaccia a Maria Grazia Brandara risale a non molti mesi fa quando, poco dopo l'insediamento e dopo aver ribadito di volere proseguire l'abbattimento degli edifici abusivi, ricevette una lettera che recitava: ''Rischiati a toccare le nostre case e sei morta, ti sgozziamo via, fai una sola cosa contro di noi e ti scanniamo. Ti seguiamo e ti controlliamo a vista". 

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