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Brucia l'auto di un macellaio, i carabinieri avviano le indagini

Le cause del rogo sono ancora da accertare. Spetterà all’attività investigativa stabilire cosa abbia innescato la scintilla iniziale

(foto ARCHIVIO)

Brucia un’autovettura – una Alfa 156 – di proprietà di un ventunenne macellaio. E’ accaduto nella notte lunedì e ieri, in contrada Montegrande a Licata. Le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco del distaccamento cittadino. Delle indagini – visto che la matrice del rogo non è risultata essere chiara – si stanno già occupando i carabinieri.

Erano mezzanotte e un quarto quando l’Sos – per l’incendio auto – veniva raccolto dalla centrale operativa dei vigili del fuoco. I pompieri accorrevano immediatamente in contrada Montegrande e fino a poco prima delle due rimanevano al lavoro per circoscrivere le fiamme e salvare il salvabile. Sul posto, appunto, anche i carabinieri. Quando l’incendio è stato domato, vigili del fuoco e militari dell’Arma hanno effettuato il cosiddetto sopralluogo tecnico di rito: verifiche per cercare di stabilire, in primissima battuta, quale fosse la causa d’origine dell’incendio. Accanto all’Alfa 156, né nelle immediata vicinanze, non sono state trovate – secondo quanto ha ricostruito ieri il comando provinciale dei carabinieri di Agrigento – tracce di liquido infiammabile, né taniche o bottiglie sospette. Elementi indispensabili per parlare fin da subito di un incendio dalla matrice dolosa. Mancando questi elementi, dunque, ieri, le cause del rogo risultavano essere ancora da accertare. Spetterà all’attività investigativa già avviata dai carabinieri stabilire cosa abbia innescato la scintilla iniziale. L’auto ha subito dei danni al vano motore e in una parte dell’abitacolo. Come procedura investigativa impone, i carabinieri hanno già sentito, sempre nel tentativo di fare immediata chiarezza sulle cause delle fiamme, il proprietario della macchina: il ventunenne macellaio.

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